Confimprese Sicilia: l’uscita dei brand del lusso da Palermo una bocciatura reputazionale. Felice: Inviata lettera al Presidente della Regione e al Sindaco

Confimprese Sicilia ha inviato una  lettera formale  al Presidente della Regione e al Sindaco di Palermo per richiamare l’attenzione istituzionale su un fenomeno che riteniamo debba essere letto in chiave strategica e non come semplice dinamica commerciale: la progressiva chiusura delle boutique dei brand del lusso nel centro di Palermo.

I principali marchi internazionali di fascia alta hanno aperto i loro punti vendita in città tra i primi anni 2000 e la metà del decennio successivo.

Secondo il coordinatore Regionale di Confimprese Sicilia Giovanni Felice “In quel periodo Palermo veniva percepita come un mercato in crescita reputazionale e come una capitale territoriale su cui investire, anche in funzione dell’aumento dei flussi turistici e del rafforzamento dell’immagine urbana. L’ingresso dei brand luxury rappresentò quindi una vera e propria scommessa sulla capacità di attrazione della città e, più in generale, della Sicilia.”

La loro presenza – continua Il Presidente di Confimprese Palermo –  non aveva solo valore commerciale, ma anche simbolico: indicava fiducia nel posizionamento del territorio, nella qualità del contesto urbano e nella prospettiva di sviluppo del turismo qualificato. L’uscita progressiva di questi marchi costituisce oggi un segnale che merita una valutazione politica e non soltanto di mercato.

Nella nostra analisi – insiste Giovanni Felice – individuiamo nel turismo uno dei principali fattori di sostegno della crescita economica urbana e nel turismo alto-spendente un elemento particolarmente rilevante per il rafforzamento del commercio nel suo complesso e del comparto premium in particolare. Il retail di qualità, a sua volta, contribuisce ad accrescere l’attrattività della destinazione: aumenta il valore dell’esperienza urbana e rafforza la competitività internazionale della città. Si tratta quindi di un rapporto circolare tra attrazione territoriale e commercio qualificato.

Per questo motivo – dichiara il Coordinatore Regionale di Confimprese –  riteniamo riduttivo affrontare il tema solo attraverso strumenti di programmazione commerciale o ampliamenti delle superfici di vendita. Con queste misure si finisce con il replicare le gallerie dei centri commerciale. I grandi marchi non scelgono un territorio per i metri quadri disponibili, ma per la qualità complessiva del contesto: flussi turistici adeguati, presenza di domanda ad alta capacità di spesa, continuità commerciale qualificata, servizi urbani, reputazione e posizionamento internazionale.

Dall’analisi dei flussi turistici – ribadisce Giovanni Felice – emerge una buona presenza di turisti europei e nordamericani, mentre risultano deboli o assenti mercati tradizionalmente ad alta propensione alla spesa premium, in particolare quelli asiatici, oltre al mercato russo per note ragioni geopolitiche. Questo dato rafforza la necessità di rivedere le politiche di promozione turistica, ampliando canali, strumenti e partnership verso bacini ad alta capacità di spesa.

Per queste ragioni – conclude il Presidente di Confimprese Palermo – chiediamo  che il tema dell’attrattività territoriale qualificata, del turismo alto-spendente e della sostenibilità del commercio premium urbano venga inserito tra le priorità dell’agenda politica regionale e comunale, quale indicatore strategico della competitività del territorio.

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