Mercati rionali: estinzione o ricostituzione?
Negli ultimi dieci anni la Sicilia ha perso quasi 6.000 imprese del commercio su aree pubbliche. Significa che circa un operatore su tre ha cessato l’attività. Non si tratta più di una normale evoluzione economica, ma di una trasformazione strutturale che interessa uno dei comparti più caratteristici del commercio siciliano.
Una trasformazione di queste dimensioni non può essere lasciata alla sola evoluzione del mercato. Le istituzioni hanno il compito di governarla, scegliendo se rilanciare il settore attraverso un percorso di ricostituzione oppure accompagnarlo verso una progressiva funzione solidaristica. Di certo, la soluzione non può essere una silente neutralità
Quasi 6.000 imprese significano migliaia di imprenditori e famiglie coinvolte: è come immaginare una città di circa 40.000 abitanti nella quale, nel giro di pochi anni, venga meno il lavoro della gran parte dei nuclei familiari. Quando un fenomeno raggiunge queste dimensioni non riguarda più soltanto una categoria economica: diventa una questione di politica economica.
Per comprendere quale risposta sia stata data a questa trasformazione, Confimprese Italia Sicilia ha scelto di analizzare il periodo compreso tra il 31 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2025, coincidente con l’attuale legislatura regionale. Non perché la crisi sia iniziata nel 2022, ma perché ogni legislatura rappresenta un arco temporale entro il quale è possibile valutare priorità, indirizzi e risultati.
Tabella 1 – Andamento regionale (2022-2025)
| Anno | Imprese in attività | Saldo annuale | Aziende cessate |
| 2022 | 18.130 | – | – |
| 2023 | 17.708 | -422 | 1.155 |
| 2024 | 16.189 | -1.519 | 2.270 |
| 2025 | 15.319 | -870 | 1.138 |
| Totale periodo | 15.319 | -2.811 | 5.874 |
I dati confermano che il processo non si è arrestato. Tra il 2022 e il 2025 sono andate perse 2.811 imprese, quasi la metà delle perdite registrate nell’intero decennio, mentre 5.874 aziende hanno cessato l’attività. Le perdite interessano l’intero territorio regionale.
Tabella 2 – Confronto provinciale 2022-2025
| Provincia | 2022 | 2025 | Differenza |
| Agrigento | 1.966 | 1.518 | -448 |
| Caltanissetta | 987 | 936 | -51 |
| Catania | 4.138 | 3.279 | -859 |
| Enna | 343 | 309 | -34 |
| Messina | 2.408 | 2.161 | -247 |
| Palermo | 4.753 | 4.332 | -421 |
| Ragusa | 1.105 | 732 | -373 |
| Siracusa | 984 | 722 | -262 |
| Trapani | 1.446 | 1.330 | -116 |
| Sicilia | 18.130 | 15.319 | -2.811 |
Di fronte a questo scenario, Confimprese Italia Sicilia ritiene necessario aprire un confronto sul ruolo che i mercati rionali dovranno svsceolgere nel sistema commerciale dei prossimi anni. A livello nazionale la legge 27 dicembre 2023, n. 206 ha riconosciuto ai mercati rionali un valore economico, sociale, culturale e turistico, prevedendo specifiche misure di sostegno e risorse statali dedicate.
Per queste ragioni Confimprese Italia Sicilia ha trasmesso una lettera all’Assessore regionale alle Attività Produttive, On. Edy Tamajo, chiedendo un incontro per conoscere quale politica la Regione intenda perseguire per il commercio su aree pubbliche, quali strumenti legislativi, amministrativi ed economici intenda mettere in campo e come intenda programmare le risorse assegnate dallo Stato ai mercati rionali. Conoscere la destinazione di tali risorse non è soltanto una questione di trasparenza amministrativa: è il modo più concreto per comprendere se esista una reale volontà politica di investire sul futuro del settore.
È necessario un confronto che va oltre l’attualità. L’attuale impianto normativo nasce in un’epoca diversa. La norma in vigore è del 1995, sono trascorsi 32 anni, mentre la legge con la quale sono nati e si sono rafforzati I mercati era in vigore dal 1976, mezzo secolo fa.
Da allora tutto è cambiato dai collegamenti stradali che erano completamente differenti; raggiungere una città ben servita dal punto di vista commerciale poteva richiedere ore. Il commercio online non esisteva e gli acquisti avvenivano prevalentemente nel proprio quartiere o nel proprio comune, e quindi il semplice avvicinare il prodotto ai consumatori rappresentava un servizio di primaria importanza.
Negli ultimi decenni la mobilità delle persone, la crescita della grande distribuzione e del commercio online hanno modificato profondamente il modo di acquistare e di vendere, facendo venire meno uno dei pilastri su cui era basato il commercio ambulante: la prossimità. Per anni ci siamo chiesti come salvare i mercati rionali. Oggi, forse, la domanda da porsi è un’altra: i mercati devono continuare a svolgere la stessa funzione che svolgevano nel secolo scorso, oppure è arrivato il momento di ripensarne ruolo, organizzazione e finalità?
È in questo senso che utilizziamo il termine ‘ricostituzione’. Non come ritorno al passato, ma come ricostruzione di un sistema capace di svolgere una funzione coerente con le trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo.
Confimprese Italia Sicilia non pretende di fornire una risposta, ma intende aprire un dibattito su una domanda che, proprio perché appare ovvia, troppo spesso non viene posta.
Nota documentale
Questo capitolo avvia un percorso di analisi e approfondimento dedicato al commercio su aree pubbliche. Periodicamente pubblicheremo nuovi articoli, documenti e contributi sul tema.
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