A cosa servono leggi e sentenze se non ci sono controlli?
Nell’immaginario collettivo la crescita della grande distribuzione organizzata e dei centri commerciali rappresenta una delle principali cause della crisi delle micro e piccole imprese commerciali. Per anni il dibattito si è concentrato quasi esclusivamente sugli effetti: negozi che chiudono, centri storici che si svuotano, cambiamento delle abitudini di acquisto e crescita del commercio online.
Molto meno spazio è stato dedicato a un’altra domanda: le regole che il legislatore aveva previsto per governare questo processo sono state realmente applicate e, soprattutto, sono state controllate nel tempo?
La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa n.813/2025 sul Centro Commerciale Forum, non afferma che la grande distribuzione sia il problema. Richiama però un principio fondamentale: i presupposti sui quali viene rilasciata un’autorizzazione non possono rimanere cristallizzati nel tempo, ma devono poter essere verificati quando emergono elementi che rendono necessario un controllo sostanziale.
Ci si sarebbe potuti attendere che una pronuncia di tale rilievo aprisse una nuova stagione di approfondimenti e verifiche. Invece, almeno fino ad oggi, questo cambiamento non sembra essersi prodotto.
Uno degli elementi più significativi è emerso proprio nel corso del procedimento avviato dal Comune di Palermo. Lo stesso SUAP ha comunicato di non disporre delle competenze tecniche necessarie per effettuare le verifiche richieste e di avere avviato la ricerca di un professionista esterno al quale affidare l’incarico. Successivamente Confimprese Palermo ha chiesto di conoscere lo stato del procedimento e gli atti eventualmente adottati.
Alla data di pubblicazione di questo articolo non risulta ancora pervenuto alcun riscontro.
Questo dato merita una riflessione che va ben oltre il caso Forum.
I mancati controlli non sono necessariamente il sintomo di negligenza. Possono essere l’espressione di qualcosa di ancora più profondo: la progressiva perdita di attenzione e di progettualità nei confronti del commercio come politica pubblica.
La grande distribuzione organizzata ha rappresentato uno dei principali fattori di trasformazione della rete distributiva. Ha favorito nuovi investimenti, introdotto modelli commerciali innovativi e contribuito a modificare profondamente le modalità di acquisto dei consumatori. Accanto a questa evoluzione, la normativa regionale aveva previsto strumenti di programmazione, monitoraggio e controllo. La domanda che oggi dobbiamo porci è se tali strumenti abbiano realmente assolto alla funzione per la quale erano stati introdotti.
I controlli non servono a trovare colpevoli. Servono a conoscere la realtà, a verificare l’efficacia delle politiche pubbliche, a correggere gli squilibri e a garantire che gli interessi pubblici tutelati dalla legge continuino ad essere perseguiti anche dopo il rilascio delle autorizzazioni. E, quando occorre, a punire i trasgressori.
Negli ultimi mesi, dopo la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, immaginavamo che sarebbe stato più semplice portare avanti le iniziative avviate nel tempo, non per verificare se gli insediamenti dei centri commerciali fossero stati valutati nel rispetto dei criteri previsti dalla legge, ma per comprendere se, in alcuni casi, avessero finito, aggirando i limiti imposti dalla legge e dagli stessi richiedenti, per trasformarsi in mere operazioni di sviluppo edilizio.
La realtà si è rivelata diversa. Nonostante le nostre segnalazioni, i nostri solleciti e le richieste di accesso agli atti, i controlli non sono partiti. O, quantomeno, non ne abbiamo avuto evidenza.
Perché? È una domanda alla quale, oggi, non siamo ancora in grado di rispondere.
Dipende dalla cronica carenza di personale che interessa molte amministrazioni? Mancano le competenze tecniche necessarie per affrontare verifiche così complesse? Incidono la rilevanza economica e la capacità di interlocuzione dei soggetti interessati? Oppure la spiegazione è ancora un’altra: è venuta progressivamente meno una reale volontà di osservare e monitorare nel tempo un fenomeno che ha profondamente trasformato il commercio e le nostre città?
Non anticiperemo alcuna conclusione. Lasceremo che siano i documenti, le sentenze, gli atti amministrativi e gli stessi fatti che si svilupperanno nei prossimi mesi a guidare il nostro percorso. Solo allora proveremo a dare una risposta a una domanda che oggi resta aperta: perché, ancora oggi, determinati controlli sono così difficili da avviare?
Nota documentale
Le riflessioni contenute in questo articolo prendono spunto dalle iniziative promosse da Confimprese Palermo.
Approfondimenti, analisi e riflessioni sui principali temi che riguardano le imprese, il commercio e le politiche del commercio.
Documenti correlati
- Sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa n. 813/2025.
- Nota del Comune di Palermo relativa alla ricerca delle competenze tecniche per l’avvio dei controlli.
- Richiesta di accesso agli atti presentata da Confimprese Palermo sullo stato del procedimento.
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