Mercato dello Zen vuoto a Palermo e riflessione sul controllo del territorio

“Mercato dello Zen, quando un mercato si ferma senza ordinanze”

Giovedì. 7 maggio 2026, il mercatino rionale dello Zen non si è svolto.

Dopo la diffusione sui social di un messaggio legato al funerale di un pluripregiudicato del quartiere, nessun operatore ha montato il proprio posteggio e l’area mercatale è rimasta sostanzialmente vuota. L’episodio ha immediatamente acceso il dibattito politico e istituzionale, soprattutto per il timore che dinamiche estranee alle regole pubbliche possano condizionare il normale svolgimento delle attività economiche.

Ma limitarsi alla cronaca del singolo episodio rischia di non cogliere il problema reale.

I mercati rionali rappresentano infatti uno degli spazi nei quali si misura concretamente la presenza — o l’assenza — dello Stato. Regole, controlli, assegnazione dei posteggi, gestione degli spazi pubblici, sicurezza e rapporti quotidiani tra operatori e istituzioni costituiscono l’ossatura ordinaria di un mercato pubblico.

Ed è proprio su questi temi che, negli ultimi mesi, si è sviluppato il confronto sul tavolo tecnico dedicato ai mercati cittadini e sulle proposte operative necessarie per il loro rilancio.

Quando questo equilibrio si indebolisce, altri meccanismi tendono progressivamente a occupare quello spazio.

Il dato che deve fare riflettere non è soltanto il messaggio diffuso sui social, ma il fatto che nessuno abbia ritenuto possibile comportarsi diversamente.

Ed è proprio qui che il tema smette di riguardare esclusivamente la cronaca.

I mercati rionali convivono da decenni con carenze organizzative, controlli discontinui e una presenza pubblica spesso insufficiente rispetto alla complessità dei contesti nei quali operano.

Ed è in questi vuoti che, nel tempo, possono svilupparsi dinamiche improprie di intermediazione e controllo ambientale.

Semmai, il dato più importante è un altro: nonostante questo stato di progressivo indebolimento, fenomeni di questo tipo sono rimasti fino ad oggi relativamente circoscritti e non sono diventati una condizione diffusa nell’insieme dei mercati cittadini.

Situazioni analoghe, negli anni, si sono registrate anche in altri mercati cittadini. In alcuni casi venivano giustificate da circostanze considerate eccezionali o da esigenze organizzative legate al territorio.

Il problema raramente si manifesta subito nella forma più evidente.

Più spesso cresce attraverso pratiche considerate tollerabili, forme di gestione informale o richieste socialmente difficili da rifiutare, fino a modificare progressivamente il normale equilibrio tra operatori, territorio e istituzioni.

Ridurre tutto esclusivamente al tema economico rischia inoltre di non cogliere il punto centrale.

In molti casi il problema non è l’entità delle somme eventualmente raccolte o il vantaggio economico immediato. Il nodo vero è la capacità di incidere concretamente sulla normalità quotidiana del quartiere.

Un mercato rionale rappresenta infatti uno spazio pubblico visibile, stabile, frequentato ogni settimana da centinaia di persone. Intervenire sul suo funzionamento significa dimostrare di poter condizionare la vita ordinaria del territorio.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più delicato: quando il controllo ambientale non ha più bisogno di manifestarsi attraverso minacce esplicite, perché diventa adattamento, abitudine, percezione dei rapporti di forza.

Se un mercato si ferma senza ordinanze, senza comunicazioni ufficiali e senza contestazioni pubbliche, significa che esiste un equilibrio territoriale che va ben oltre il singolo episodio.

Negli ultimi mesi lo Zen è stato attraversato da numerosi episodi di tensione: rapine, intimidazioni, episodi estorsivi e crescente difficoltà operativa per molte attività economiche. Anche recenti cronache giornalistiche hanno raccontato un clima di paura crescente nel quartiere e il tentativo di imporre il pizzo anche agli operatori del mercato rionale.

In questo contesto diversi operatori hanno progressivamente rinunciato ai posteggi, nonostante il mercato continui a mantenere una forte presenza di utenza.

Ed è forse questo il segnale più preoccupante.

Al mercato dello Zen risultano infatti liberi, almeno sulla carta, circa 25 posteggi su 99. Un dato che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il progressivo indebolimento di uno dei principali presìdi economici e sociali del quartiere.

Un tema che Confimprese aveva già sollevato intervenendo sul problema dei posteggi liberi, della sicurezza e della necessità di rafforzare la presenza istituzionale all’interno dei mercati pubblici.

Per questo la risposta non può limitarsi all’indignazione del momento o alla semplice gestione emergenziale dell’episodio.

Il tema vero è la capacità delle istituzioni di mantenere una presenza concreta, continua e credibile all’interno dei mercati pubblici.

Ed è proprio da qui che bisogna ripartire.

La migliore risposta a quanto accaduto sarebbe accelerare il percorso di rilancio del mercato dello Zen, anticipando l’assegnazione dei posteggi oggi ancora liberi e rafforzando immediatamente la presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine a tutela degli operatori e dei cittadini già a partire dal prossimo mercato.

Più operatori, più cittadini, più presenza pubblica significano infatti più normalità, più economia legale e più presidio del territorio.

In questa fase passa inevitabilmente in secondo piano perfino il tema della presenza degli abusivi.

La priorità oggi è garantire che il mercato continui a vivere, a lavorare e a rappresentare uno spazio pubblico realmente aperto, sicuro e frequentato.

Anche i cittadini possono contribuire a questo percorso continuando a frequentare il mercato e sostenendo gli operatori che ogni settimana mantengono viva una presenza economica e sociale fondamentale per il quartiere.

Perché la normalità di un mercato pubblico non riguarda soltanto chi lavora tra i banchi, ma l’intera comunità che vive quel territorio.

Perché i mercati rionali non sono soltanto luoghi di vendita.

Sono economia popolare, relazioni sociali, presenza pubblica e vita quotidiana dei quartieri.

Ed è proprio per questo che non possono essere lasciati soli.

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nota Documentale

Confimprese Palermo ha trasmesso al Sindaco di Palermo, alla Prefettura e alla Questura una nota sul mercato dello Zen e sulle condizioni di precarietà del sistema dei mercati rionali cittadini, chiedendo l’apertura di un confronto operativo dedicato alla sicurezza, al rilancio del mercato e al rafforzamento della presenza istituzionale nei mercati pubblici.

Leggi la lettera integrale

 

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