Prime Comunioni: le famiglie al centro del progetto. Ma cosa accade nella realtà?
Nel primo articolo abbiamo raccontato l’inizio del confronto tra Confimprese Palermo e l’Arcidiocesi. Come annunciato, alla ricostruzione cronologica alterneremo testimonianze e fatti di attualità che meritano attenzione.
Come è noto non contestiamo gli obiettivi del nuovo progetto di iniziazione cristiana, che, tra gli altri. attribuisce un ruolo centrale alle famiglie, ma è nostra intenzione avviare una riflessione sulle difficoltà della sua concreta attuazione.
come viene vissuto questo coinvolgimento? Di seguito la testimonianza integrale di una mamma che si definisce «cristiana, cattolica, credente e praticante».
«La riforma? Una delusione»¹
“Questa esperienza della riforma per noi è stata un’esperienza non solo triste, ma anche deludente, perché io, che sono cristiana, cattolica, credente e praticante, mi sono trovata spiazzata.
Mentre con Francesco, quindi un’esperienza fresca, semplicemente dell’anno prima, perché Francesco è stato l’ultimo a fare la comunione con la vecchia, diciamo, col vecchio sistema, quindi a due anni, io mi sono trovata benissimo.
Avevamo creato un gruppo di genitori anche affiatati, che ci vedevamo anche fuori dalla chiesa, e i bambini sono stati seguiti, hanno capito il valore della prima confessione a nove anni e della prima comunione a dieci anni.
Invece con Maria questo non è successo. Maria ha dieci anni e ha frequentato soltanto il primo anno di catechismo l’anno scorso, che è stata un’esperienza fallimentare.
Questa cosa è stata riconosciuta da tutti i genitori e l’abbiamo fatto presente anche ai catechisti e, tramite loro, a Don Rosario negli ultimi incontri.
Perché fallimentare?
Intanto questa catechesi, che prevede gli incontri anche con le famiglie, è stata… all’inizio siamo andati tutti i genitori, eravamo duecento genitori, non sapevano neanche, giustamente, trovare i locali in cui ospitarci, perché così si era detto: devono andare i genitori.
Quindi, dopodiché, questi duecento genitori sono diventati via via, nei vari incontri, cento, poi cinquanta, l’ultima volta eravamo dieci.
Tant’è che io stessa ho detto, no, io non… assieme ad altri genitori, io l’anno prossimo, cioè per quest’anno, se i bambini frequenteranno, io non verrò da genitore.
Perché? non perché gli altri non vengono, perché dico: io, a mio tempo, ho fatto i miei vari gruppi di preghiera quando ero ragazza, fino al liceo. Ora non vedo perché devo farli, tra virgolette, imposti.
Quindi la catechesi dei genitori è andata malissimo.
La catechesi dei bambini, che è la cosa ancora più importante, peggio ancora, perché questi bambini si ritrovavano con classi numerose di bambini che vanno dai sei anni ai dieci anni.
Quindi Maria, per esempio, che ha dieci anni, non è riuscita neanche ad imparare le preghiere, perché chiaramente i catechisti devono dare conto a quelli più piccoli.
Inoltre, gli incontri erano una volta ogni quindici giorni, quindi due volte al mese, e se una volta il bimbo sta male o una volta il bimbo deve andare dalla nonna o una volta c’è la funzione perché siamo in settimana di Natale e quindi il catechismo salta, questi incontri diventano sporadici.
Quindi, essendo diluiti nei cinque anni, hanno fatto questo, non è più settimanalmente come, per esempio, come è stato di Francesco. Sono… erano ogni quindici giorni, chiaramente, perché se per cinque anni la durata hanno diminuito la frequenza.
E quindi questo ha diradato un po’, diciamo, anche l’interesse dei bambini.
E soprattutto il fatto di dover frequentare per cinque anni il catechismo in queste condizioni è una cosa che spaventa pure me e io per prima non so se quest’anno porterò Maria o meno.
Perché questa bambina che già è… sono bambini più smaliziati, che hanno, diciamo, non hanno più l’ingenuità di approcciarsi anche alla prima confessione, per esempio, a questo primo incontro col prete per dire i peccatucci che hanno fatto.
Una cosa è a nove anni, come ha fatto Francesco, che era veramente emozionato: “Mamma, padre Piero è stato dolce, padre…”.
Invece Maria lo dovrà fare forse a dodici anni, quando lei già dice le bugie e con cognizione di causa, quindi secondo me è fuori, fuori, fuori età.
Poi che dire? Che… ah, che moltissimi compagnetti di Maria hanno cercato scorciatoie, quindi chi aveva qualche nonna nei paesi, a Castelbuono, a Monreale, ha fatto le comunioni così, diciamo, in rapido, in rapido corso, quindi di un anno.
Quindi c’è pure questa, questa corsa ad aggirare la col… diciamo, il percorso ordinario, che è una cosa ovviamente bruttissima, ma che capisco benissimo, perché ti ripeto che non so se Maria quest’anno vorrà frequentare o no, perché la bambina si è trovata male.
Mentre, ripeto, col corso fatto di… come l’ha fatto Francesco, c’era una continuità, erano bambini tutti coetanei, erano anche loro stessi, non le famiglie, ma loro stessi sapevano che quest’anno c’era il primo anno, c’era la prima confessione a fine percorso e l’anno dopo la prima comunione.
Quindi anche loro avevano un obiettivo.
Quindi, per tutte… parlo a nome di tutte le famiglie che conosco, questa non è una riforma che va bene.
Scusate se sono stata lunga e grazie a nome di, ovviamente, di tutta la comunità palermitana di genitori che si approcciano a questo problema.”
Nei prossimi approfondimenti esamineremo le carenze strutturali e organizzative che possono ostacolare l’attuazione del progetto e le conseguenze che potrebbero derivarne.
Martedì prossimo torneremo alla cronistoria della vicenda con «il comunicato stampa dello scandalo», nel quale denunciammo le possibili conseguenze economiche della sospensione delle cerimonie e che provocò una risentita reazione dell’Arcidiocesi.
¹ Nota documentale — Testimonianza tratta da un messaggio audio inviato al Comitato Fede Economia e Comunione. La trascrizione è riportata integralmente, mantenendo le espressioni spontanee della registrazione. I nomi citati sono di fantasia, a tutela della riservatezza delle persone coinvolte. Qualora S.E. Mons. Corrado Lorefice lo desiderasse, saremmo lieti di consentirgli personalmente l’ascolto della registrazione originale, nel rispetto della riservatezza della famiglia.
Per seguire la vicenda e consultare tutti gli approfondimenti, visita il Dossier Prime Comunioni
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