richiesta di confronto istituzionale tra Confimprese Palermo e Regione Siciliana sulle grandi strutture di vendita

Sentenza CGA e grandi strutture di vendita: la Presidenza della Regione trasmette agli uffici la richiesta di confronto

La Presidenza della Regione Siciliana ha trasmesso agli uffici competenti la richiesta di confronto avanzata da Confimprese Palermo sul ruolo della Regione nei procedimenti autorizzativi delle grandi strutture di vendita alla luce della sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana n. 813/2025.

La comunicazione, firmata dal Capo di Gabinetto del Presidente della Regione, richiama espressamente la richiesta di incontro formulata da Confimprese e una precedente nota già trasmessa all’Assessorato regionale delle Attività Produttive, confermando l’avvenuta presa in carico istituzionale delle questioni sottoposte all’attenzione dell’Amministrazione regionale.

Si tratta di un passaggio interlocutorio che non entra nel merito delle questioni sollevate e non anticipa le valutazioni che saranno eventualmente assunte dagli uffici competenti. Tuttavia rappresenta un elemento di rilievo poiché inserisce formalmente nell’agenda amministrativa regionale temi che riguardano il ruolo della Regione Siciliana nelle procedure autorizzative delle grandi strutture di vendita e l’applicazione dei principi recentemente affermati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.

Perché abbiamo chiesto un incontro alla Regione

La richiesta avanzata da Confimprese nasce dalla convinzione che il tema non riguardi esclusivamente il singolo procedimento amministrativo o la singola struttura commerciale.

Le grandi strutture di vendita continuano infatti a essere sottoposte a uno specifico regime autorizzatorio e la Regione Siciliana partecipa ai relativi procedimenti attraverso la propria presenza nelle conferenze di servizi.

Per questa ragione abbiamo ritenuto necessario aprire una riflessione istituzionale su alcune questioni che riguardano:

  • il ruolo dello studio di impatto economico;
  • la funzione del conto economico semplificato;
  • il sistema delle verifiche successive al rilascio delle autorizzazioni;
  • l’equilibrio tra le diverse forme distributive;
  • la tutela delle micro, piccole e medie imprese commerciali.

La nostra iniziativa prende inoltre atto delle difficoltà di accesso alla documentazione e dei comportamenti dilatori riscontrati presso diverse amministrazioni comunali nell’ambito delle attività di approfondimento svolte sui procedimenti autorizzativi delle grandi strutture di vendita.

Il tema centrale: il valore sostanziale dello studio di impatto

Nel corso degli ultimi mesi il Dossier centri commerciali ha analizzato il ruolo degli strumenti che accompagnano le procedure autorizzative delle grandi strutture di vendita.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del conto economico semplificato e dello studio di impatto economico, che la normativa regionale considera elementi centrali nella valutazione dell’equilibrio autorizzativo.

Ne abbiamo parlato negli approfondimenti:

In tali approfondimenti abbiamo evidenziato come il giudizio autorizzativo non riguardi esclusivamente la realizzazione materiale dell’intervento, ma un equilibrio complessivo costruito sulla relazione tra parametri economici, commerciali e occupazionali tra loro collegati.

La stessa richiesta trasmessa alla Regione richiama il rischio che studio di impatto economico e conto economico semplificato vengano progressivamente ridotti a meri adempimenti formali, con conseguente svuotamento della funzione sostanziale del procedimento autorizzativo.

Cosa cambia con la sentenza del CGA

La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ha riportato al centro il tema della rilevanza pubblica degli equilibri economici che caratterizzano le grandi strutture di vendita.

Secondo la ricostruzione sviluppata nella nota trasmessa alla Regione, la pronuncia supera una lettura rigidamente privatistica di alcuni rapporti economici interni alle strutture commerciali, evidenziando come tali elementi possano incidere:

  • sull’equilibrio del sistema distributivo;
  • sulla sostenibilità economica delle imprese;
  • sugli interessi pubblici coinvolti nei procedimenti autorizzativi;
  • sull’accessibilità economica delle strutture commerciali.

Si tratta di principi che, a nostro avviso, meritano un approfondimento istituzionale e amministrativo anche alla luce del ruolo che la Regione continua a svolgere nei procedimenti autorizzativi delle grandi strutture di vendita.

Una questione che riguarda l’intero sistema regionale

La riflessione proposta da Confimprese non mette in discussione il ruolo della grande distribuzione commerciale.

La questione è diversa.

Occorre comprendere se il sistema autorizzativo regionale continui a svolgere la funzione di equilibrio prevista dalla normativa di settore oppure se alcuni strumenti previsti dalla legge abbiano progressivamente perso la loro effettiva capacità di valutazione degli impatti economici e territoriali dei modelli distributivi autorizzati.

È su questi temi che abbiamo chiesto un confronto con la Regione Siciliana.

La recente nota della Presidenza rappresenta un primo passaggio istituzionale all’interno di questo percorso.

Il dossier prosegue

Le questioni sottoposte alla Regione coincidono con molti dei temi che il Dossier centri commerciali sta progressivamente approfondendo.

Dopo avere analizzato il ruolo dello studio di impatto economico, del conto economico semplificato e del volume d’affari, il prossimo approfondimento sarà dedicato al tema dell’impatto occupazionale e al ruolo che i livelli occupazionali dichiarati assumono nell’equilibrio autorizzativo delle grandi strutture di vendita.

Per il quadro complessivo è possibile consultare il Dossier centri commerciali.

Nota documentale

 Vai su Richiesta di confronto alla Regione Siciliana sulle grandi strutture di vendita
Contiene:

  • richiesta di incontro trasmessa alla Regione Siciliana;
  • successiva nota di sollecito;
  • risposta della Presidenza della Regione Siciliana.
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