Centro Commerciale Poseidon: il TAR Palermo conferma la verifica della congruità dei canoni di affitto.

Centro Commerciale Poseidon: il TAR – verificare i canoni di affitto

Dopo la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa che ha affermato il principio della verifica della congruità dei canoni di affitto applicati nei centri commerciali, arriva un’importante conferma da parte del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia.

A seguito del ricorso presentato da una impresa, rappresentata dall’avv. Giovanni Puntarello dello Studio Legale Legalit, al quale Confimprese Palermo è intervenuta ad adiuvandum, la Terza Sezione del TAR Palermo, con la sentenza depositata il 24 luglio 2026, ha accolto il ricorso proposto nei confronti del Comune di Carini, dichiarando l’obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi sulla richiesta di verifica dei canoni applicati nel Centro Commerciale Poseidon rispetto a quelli indicati nello studio di impatto allegato alla domanda di autorizzazione.

La decisione assume un rilievo che va ben oltre il singolo procedimento.

Lo stesso TAR ricorda infatti che, con una propria precedente decisione del 2023, aveva escluso l’esistenza di un obbligo di vigilanza da parte dell’Amministrazione sul rispetto delle condizioni economiche indicate nello studio di impatto. Oggi, invece, dichiara espressamente di modificare quel proprio orientamento “alla luce del recente, diverso avviso del giudice d’appello”, richiamando direttamente la sentenza n. 813/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa.

È questo il passaggio che rende la sentenza particolarmente significativa.

Per la prima volta il TAR non si limita a richiamare il provvedimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa, ma afferma apertamente di modificare il proprio precedente orientamento proprio in conseguenza dei principi affermati dal giudice d’appello. La sentenza del CGA, quindi, non resta confinata al procedimento dal quale è nata, ma diventa il riferimento anche per altri giudizi amministrativi.

Il TAR, infatti, non sviluppa una propria diversa teoria giuridica. Fa propri i principi già affermati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.

Richiama il principio della libera contrattazione tra soggetti privati, precisando però che tale libertà non può tradursi nell’applicazione di canoni sproporzionati rispetto alle condizioni economiche dichiarate nello studio di impatto che ha consentito il rilascio dell’autorizzazione.

Richiama inoltre il principio secondo cui gli aggiornamenti dei canoni possono certamente intervenire nel tempo, ma la loro congruità deve essere valutata rispetto alle finalità pubbliche perseguite dall’autorizzazione commerciale.

La verifica non può limitarsi ad un solo parametro, ma richiede una valutazione complessiva dei diversi elementi economici contenuti nello studio di impatto, proprio per consentire all’Amministrazione di stabilire se ricorrano o meno i presupposti per l’esercizio dei poteri sanzionatori previsti dalla normativa regionale.

Anche sotto un altro profilo la sentenza assume particolare importanza.

Il TAR non afferma che nel Centro Commerciale Poseidon siano stati applicati canoni illegittimi e non anticipa l’esito della verifica amministrativa.

Stabilisce, però, un principio preciso: il Comune non può limitarsi a non rispondere all’istanza presentata dall’impresa. Ha il dovere di aprire il procedimento richiesto, verificare quanto segnalato e pronunciarsi sulle richieste formulate.

La stessa ricostruzione dei fatti contenuta nella sentenza consente di comprendere come nasce questo tipo di controllo.

Lo studio di impatto economico allegato alla domanda di autorizzazione indicava determinati valori di riferimento per i canoni di locazione. Su quelle valutazioni il SUAP ha rilasciato l’autorizzazione commerciale. Secondo quanto rappresentato nel ricorso, all’apertura del centro commerciale sono stati applicati canoni superiori a quelli indicati nello studio di impatto, successivamente ulteriormente incrementati. Da qui nasce la richiesta rivolta al Comune affinché verificasse la permanenza delle condizioni poste a fondamento dell’autorizzazione. Di fronte al mancato riscontro dell’Amministrazione è stato proposto il ricorso deciso dal TAR.

Le disposizioni contenute nella parte finale della sentenza — il termine assegnato al Comune per pronunciarsi e la nomina del commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia — rappresentano le conseguenze processuali della decisione. Il vero elemento di novità è rappresentato, invece, dal percorso logico seguito dal TAR, che recepisce integralmente i principi affermati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa e li pone a fondamento del nuovo orientamento giurisprudenziale.

Per Confimprese Palermo, questa decisione rappresenta un ulteriore sviluppo del percorso avviato con la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa. I principi affermati dal CGA trovano oggi applicazione anche in un diverso procedimento amministrativo e confermano che il tema della verifica delle condizioni poste a base delle autorizzazioni delle grandi strutture di vendita interessa l’intero territorio regionale.

Grazie alla collaborazione dell’avvocato Giovanni Puntarello, la nostra azione associativa, supportata dall’azione giudiziaria, sta contribuendo alla corretta applicazione dei principi affermati dalla giurisprudenza amministrativa e a mettere le imprese nelle condizioni di utilizzare gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

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Nota documentale.

Sentenza TAR n°640/2026

Sentenza CGA 813/2025  

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