Racket e imprese: alla Commissione Antimafia una proposta per rafforzare il sostegno alle aziende colpite
Confimprese Palermo: «Accanto agli strumenti esistenti serve una risposta immediata capace di accompagnare l’impresa nel momento più difficile.
La tutela delle imprese vittime di racket e di altri gravi episodi intimidatori non può limitarsi all’azione repressiva, per quanto fondamentale. Occorre interrogarsi anche su ciò che accade nei giorni immediatamente successivi all’attentato, quando l’imprenditore è chiamato a continuare a lavorare, mantenere i rapporti con dipendenti, clienti, fornitori, banche e assicurazioni, mentre collabora con Magistratura e Forze dell’ordine.
È questo il tema al centro del documento consegnato da Confimprese Palermo alla Commissione parlamentare speciale di inchiesta e di vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia in occasione dell’audizione dell’associazione.
Il documento parte da una considerazione semplice: gli strumenti oggi previsti dall’ordinamento rappresentano un patrimonio importante e continuano a svolgere una funzione essenziale. La riflessione proposta non riguarda quindi la loro efficacia, ma il tempo necessario affinché possano produrre effetti concreti, mentre l’impresa vive una fase di particolare vulnerabilità.
Secondo Confimprese Palermo, proprio in questo spazio temporale può svilupparsi una risposta emergenziale, costruita attraverso la collaborazione tra istituzioni, sistema bancario, compagnie assicurative, Confidi, associazioni di categoria e tutti i soggetti che, a diverso titolo, possono contribuire a preservare la continuità dell’attività economica.
Tra gli spunti di riflessione contenuti nel documento figurano il rifinanziamento e l’aggiornamento delle misure regionali destinate ai sistemi di videosorveglianza, l’ipotesi di protocolli con il sistema bancario e assicurativo e la costruzione di una rete capace di attivarsi rapidamente nei confronti delle imprese colpite. Non vengono proposte soluzioni già definite, ma possibili percorsi di lavoro da sviluppare attraverso il confronto con tutti i soggetti interessati.
Un passaggio centrale del documento riguarda il rapporto tra repressione e continuità dell’impresa. «Ogni arresto rappresenta una vittoria importante dello Stato», si legge, «ma quella vittoria può dirsi pienamente compiuta soltanto se l’impresa colpita riesce a continuare a lavorare». Quando un’attività economica è costretta a chiudere, infatti, la criminalità ha comunque raggiunto uno dei suoi obiettivi.
Confimprese Palermo consegna queste riflessioni come contributo ai lavori della Commissione regionale Antimafia, con l’obiettivo di favorire un confronto sulle possibili modalità per rendere sempre più tempestiva, coordinata ed efficace la tutela delle imprese e rafforzare il rapporto di fiducia tra imprenditori e istituzioni.
Nota documentale
il Documento presentato all’audizione
le nostre posizioni
