Appalti Sanità escluse le micro imprese - Confimprese Palermo

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Appalti Sanità escluse le micro imprese

Appalti Sanità escluse le micro imprese.

Confimprese tutela le micro, le piccole e le medie imprese scegliendo come linea guida quella di dare loro pari dignità e pari opportunità, non chiediamo riserve protezionistiche ma l’adozione di provvedimenti che consentano una leale competitività che guardi non solo al “prezzo” ma al rapporto qualità prezzo, all’efficienza del servizio, alla flessibilità di cui sono dotate la tipologia di azienda che rappresentiamo, in special modo se l’utente finale è il cittadino ed in particolare se questi è un paziente.

Già la nuova legge sugli appalti, considerata la “flessibilità” nella modulazione dei lotti ed il conseguente importo degli stessi, finisce per tagliare spesso le micro aziende locali a favore di multinazionali, se si aggiunge il rapporto con Consip, risulta evidente come le aziende locali non riescano più a lavorare.

In questa sede non avviamo il piagnisteo su quanti sono i soggetti, le aziende e le famiglie coinvolte ci limitiamo ad evidenziare quelle che a nostro avviso appaiono delle storture del sistema non sempre generate dalla norma.

Nel mondo della sanità si parla di prezzo standard, perché se i nostri operatori sono in grado di fornire i prodotti a quei prezzi o a volte anche inferiori devono essere tagliati fuori dalla tagliola Consip o dall’importo della Gara?

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Noi ribadiamo che al centro della sanità deve esserci il paziente, i medici tutte le figure che compongono la filiera dell’assistenza e della cura, se in nome di uno pseudo aziendalismo il “possesso” degli ospedali viene preso da alcune multinazionali, e la centralità diventano le “prestazioni” e non la cura più idonea del malato, è evidente il rischio di una mercificazione delle malattie.

Già oggi, spesso si ricorre “all’intervento” con troppa facilità, penso che ad esempio sia emblematico l’andamento del rapporto parti naturali parti cesarei, non vorremmo, visto il profilarsi di alcuni accordi di service che metterebbero al centro “le prestazioni” e non il materiale usato, considerato che il valore del service diventa direttamente proporzionale al numero di interventi eseguiti e non alla capacità di fornire assistenza ed alle guarigioni ottenute, si registrasse una impennata degli interventi chirurgici.

Riteniamo molto rischioso regalare, attraverso i contratti di service, ad alcune multinazionali in il potere gestionale passerebbe nelle loro mani togliendo, nei fatti aldilà di quello che si scrive o prospetta, ogni autonomia alle aziende ospedaliere, ai suoi manager, in quanto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati potrebbero financo “silurare” medici o personale sanitario bollandoli di inadeguatezza.



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